In Sardegna “is arrepícus” erano i rintocchi delle campane che scandendo il ritmo del ballo annunciavano alla comunità l’inizio della festa. Con lo stesso termine i suonatori di chitarra della tradizione, i più anziani, sono soliti riferirsi ad una peculiare tecnica esecutiva molto ritmica e sonora in cui riecheggiano, appunto, le poliritmie delle campane.
Così questa formazione cagliaritana composta da chitarra, contrabbasso, percussioni e voci, si pone come una sorta di officina musicale in cui sperimentare e comporre nuova musica, battendo sentieri concreti e percorribili tra il mondo colto e quello della musica di tradizione orale sarda, in cui spiccano i riferimenti al ballo campidanese, alle poliritmie rituali e al canto a quattro (cuncordu).