Antonio Faraò Quartet featuring Chico Freeman (Italia, USA)

26 Agosto 2016 – Piazza Santa Lucia – ore 21:30

Antonio Faraò Quartet featuring Chico Freeman (Italia, USA)

Antonio Faraò – Piano

Chico Freeman – Sax

Martin Gjakonovski – Contrabbasso

Vladimir Kostadinovic – Batteria

Piazza Santa Lucia

  Posto Unico 15 €

ANTONIO FARAO’

Ammirato dal grande Herbie Hancock, il pianista Antonio Faraò ha suonato e registrato con prestigiosi artisti come Joe Lovano, Didier Lockwood, Miroslav Vitous, Jack Dejohnette, Chris Potter, Lee Konitz, Bireli Lagrène, Jeff “Tain” Watts.

Romano, classe ’65, è considerato dalla critica europea uno dei più interessanti pianisti jazz dell’ultima generazione. La carriera solistica di Antonio Faraò è ricca di successi sin dal principio. Si ricorda la vittoria, ottenuta nella categoria “Nuovi Talenti”, al referendum indetto dalla rivista “Musica Jazz” (1991) e la sua costante presenza a numerosi festival internazionali, nei quali ha suonato insieme ai maggiori maestri del jazz contemporaneo. A suggellare un percorso musicale di per sé straordinario, nel 1998 arriva il più prestigioso dei riconoscimenti: il primo premio al “Concorso Internazionale Piano Jazz Martial Solal”, indetto nella città di Parigi ogni 10 anni. Un evento che ha lanciato Faraò ancora più intensamente nei circuiti europei della musica contemporanea.

Il 30 aprile 2015 è stato invitato ad un evento mondiale del jazz: l’International Jazz Day di Parigi, organizzato dall’Unesco e dalle Nazioni Unite, dove ha suonato insieme a Herbie Hancock, Wayne Shorter, Dee Dee Bridgewater, Marcus Miller, Al Jarreau…e molti altri.

CHICO FREEMAN

Chico Freeman è un musicista poliedrico che ha sempre suonato con artisti di calibro, diversi tra loro, come James Brown, Eurythmics, Earth Wind & Fire o Tito Puente, oltre a molti nomi storici della storia del jazz, tra cui Elvin Jones, McCoy Tyner, Jack Dejohnette, Art Blakey, Roy Hanes…

Nato a Chicago nel 1949, Chico Freeman abbandona gli studi di matematica per passare al sax tenore, strumento che apparteneva al padre, il leggendario Von Freeman. Partito da un linguaggio essenzialmente mainstream e fortemente influenzato dal padre e da Coltrane, si trasferisce a New York nei primi anni Settanta. Pochi anni dopo raggiunge la notorietà internazionale, inserito dalla critica in quel gruppo di giovani leve, i cosiddetti Young Lions, in cui figuravano anche Wynton Marsalis, Paquito D’Rivera, Kevin Eubanks.

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