OMAGGIO A PHILIP GLASS PER I SUOI 80 ANNI
Roberto Ottaviano and the Sonic Hologram Sax Quartet GlassReed

3 SETTEMBRE 2017 ore 06.00 Concerto dell’alba

Rena Bianca

OMAGGIO A PHILIP GLASS PER I SUOI 80 ANNI

Roberto Ottaviano and the Sonic Hologram Sax Quartet GlassReed

Roberto Ottaviano – sax soprano
Gianvito Bianco – sax alto
Nicola Cozzella – sax tenore
Gianni Chirico – sax baritono

Rena bianca, Santa Teresa Gallura

  Ingresso libero

Il rapporto tra il grande maestro del minimalismo musicale e lo strumento inventato dal belga Adolphe Sax alla metà del XIX secolo è sempre stato privilegiato. Fin dall’inizio della sua produzione musicale, ancora non ben definita nelle ampie e visionarie prospettive che avrebbero poi caratterizzato pagine di grande rilievo per la letteratura dello stesso strumento, si intravedeva una tendenza ad elevarne il ruolo o rango, che dir si voglia, a quello da sempre caratterizzato dal violino e la sua centralità in gran parte della letteratura cameristico e sinfonica.
Naturalmente questo è stato possibile, oltre che dalla scrittura accurata e fortemente identificativa di Glass, anche dalla collaborazione con solisti di profilo straordinario come Jon Gibson, Dickie Landry, Richard Peck, il Rascher Saxophone Quartet, Amy Dickinson, che ne hanno consentito l’esplorazione e la scoperta di territori nei quali il compositore ha definito il perimetro di un paesaggio sonoro ipnotico e fortemente evocativo.
Opere come Gradus, The Windcatcher, Vessels, i quartetti di saxofono, ma anche i più complessi lavori,
come Music in Fifths, Music in Similar Motion, proprio grazie al dna sonoro di questo strumento ed al suo trattamento, hanno tracciato un solco inequivocabile per l’affermazione della personalità di Philip Glass.

Ottaviano ed il suo Sonic Hologram, composto dai suoi allievi del Conservatorio N.Piccinni nel quale insegna e dirige il Dipartimento di Jazz da tre decenni, non intende qui omaggiare il grande Maestro, attraverso una improbabile lectio restituta accademica di queste pagine, per questo vi è tanta accademia perfettamente consona a farlo, bensì entrare nel mondo dei GlassWorks saxofonistici e osservare con una speciale lente indagatrice, quali e quante possibilità ci sono per rapportarlo ad un mondo, quello dell’improvvisatore attivo da più di quarantanni, e operare ciò che da sempre esiste nella musica di frontiera: l’Arte dell’incontro.

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