Si è conclusa ieri, domenica 3 settembre, a Santa Teresa Gallura la diciassettesima edizione di Musica sulle Bocche, il festival internazionale diretto da Enzo Favata.

Le condizioni meteo difficili non hanno impedito di realizzare tutti gli spettacoli in programma, grazie all’impegno profuso da tutto lo staff.

Ieri mattina l’appuntamento era alla spiaggia di Rena Bianca per accogliere il sorgere del sole sulle musiche di Philip Glass eseguite da una formazione di giovanissimi sassofonisti del Conservatorio di Bari guidati dal maestro Roberto Ottaviano, al sax soprano. The Sonic Hologram Sax Quartet – con Gianvito Bianco al sax alto, Nicola Cozzella al sax tenore e Gianni Chirico al sax baritono – ha proposto il tributo Glass Reed per celebrare gli 80 anni del maestro del minimalismo musicale. Un pubblico numeroso e attentissimo ha sfidato il maestrale e si è presentato puntuale alle 6 del mattino per uno dei momenti più attesi del festival.

Al tramonto è stata la volta di Sebastian Plano che ha incantato i presenti al faro di Capo Testa con le sue sperimentazioni al violoncello ed elettronica. Ad accogliere l’artista argentino, che ha suonato su un palco ricavato in una nicchia tra i graniti, affacciato su un anfiteatro naturale, molti spettatori che si sono sistemati tra gli arbusti e le rocce ai piedi del faro. Uno scenario mozzafiato per questo concerto che ha chiuso il programma degli artisti internazionali di Musica sulle Bocche.

In serata, è arrivata la chiusura del programma del festival con MsB Fringe, lo spazio dedicato ai giovani talenti selezionati tra oltre venticinque proposte arrivate da tutta Europa, che quest’anno ha ospitato cinque progetti nati in Sardegna e rappresentativi di generi musicali diversi: Simone Faedda Trio, Alessandro Muresu, Sofia Trio, SpeechTones e Slim Fit.

L’apertura della serata, che si è svolta al Cineteatro Nelson Mandela, è toccata a un’artista locale, Elisa Franzoni, che ha eseguito ‘Clandestin’ un canto a cappella in lingua bambara dell’artista maliana Fatoumata Diawara.

Si chiude così un’edizione particolarmente ricca e varia nei generi musicali e artistici: il festival era iniziato il 31 agosto all’isola di Municca, con Tessuto DonnA – un prologo al programma di Musica sulle Bocche in collaborazione con il Festival Teatri Peregrini. Lo spettacolo-rito di Alice Bertuzzi, con la regia di Vittoria Nicoli, ha condotto gli spettatori dalla Piazza San Vittorio fino all’isola lungo il sentiero e attraverso l’acqua seguendo il filo che connette Ecate, Arianna e Penelope e queste tre donne a tutte le persone che hanno preso parte a questa performance.

Il primo dei concerti del programma principale di Musica sulle Bocche è stato l’attesissimo tradizionale concerto al tramonto a Cala Grande / Valle della Luna. Il compositore e musicista messicano Murcof ha riempito con l’elettronica del suo suono cosmico i celebri graniti della cala scolpita dal vento e dalle acque. Nemmeno la pioggia ha fermato la musica di Murcof mentre terminava il giorno.

Al rientro a Santa Teresa, il pubblico ha trovato la singolare e coinvolgente interpretazione jazz della formazione francese di Thomas de Pourquery & Supersonic che ha trascinato tutte le persone presenti con l’irriverenza di Sons of Love. La line-up al completo del gruppo d’oltralpe è Thomas de Pourquery – sax alto, voce, electronics, percussioni; Arnaud Roulin – piano, synthesizers, electronics, fisarmonica, percussioni; Fabrice Martinez – tromba, flicorno, voce, percussioni; Laurent Bardainne – sax tenore, voce, synthesizer; Edward Perraud – batteria, voce, electronics; Frederick Galiay – basso, voce.

La giornata del 1 settembre si è aperta con l’unico spettacolo al Santuario di Buoncammino di questa edizione del festival. La giovane artista giapponese Miki Imai ha portato le tradizioni musicali del suo paese e della Cina con i suoni di koto (l’arpa cinese) e niko (il violino a due corde). L’incontro con le musiche di Miki Imai è proseguito anche nella giornata successiva con un seminario tenuto presso la Scuola Primaria sugli strumenti utilizzati durante il concerto di venerdì.

La serata del 1 settembre è proseguita con un concerto doppio nella Piazza Santa Lucia. La prima parte ha visto protagonisti i giovani musicisti del Filippo Vignato Trio che hanno proposto le sperimentazioni sonore del loro respiro di plastica Plastic Breath con Filippo Vignato, miglior talento per Musica Jazz 2016, al trombone, il francese Yannick Lestra al fender rhodes e il batterista ungherese Attila Gyárfás, tutti con live electronics.

La seconda parte ha visto un ritorno all’acustico con la grande esecuzione del Marcin Wasilewski Trio una delle formazioni di punta dell’attuale panorama jazz europeo. Marcin Wasilewski al pianoforte con Michał Miskiewicz alla batteria e Sławomir Kurkiewicz al contrabbasso hanno incantato il pubblico presente in piazza con un repertorio originale e geniali reinterpretazioni.

Anche nella giornata di sabato 2 settembre il programma è stato rispettato nonostante il peggioramento delle condizioni meteo che hanno causato alcuni spostamenti delle sedi dei concerti.

Il canto a cuncordu della tradizione di Cuglieri è stato protagonista del pomeriggio, nonostante il trasferimento da Buoncammino al centro di Santa Teresa. Sos Cantores hanno eseguito una selezione dal loro repertorio, tramandato di generazione in generazione, dapprima con una proposta di canti profani all’interno della Scuola primaria di via del Porto e, dopo un breve spostamento con il numeroso pubblico, con i canti tradizionali della Settimana Santa all’interno della Chiesa di Santa Lucia.

Il programma del sabato si è concluso all’interno del Cineteatro Nelson Mandela di Santa Teresa Gallura. Due concerti straordinari, con sonorità differenti e affascinanti in un viaggio dall’Africa ad Harlem e New Orleans fino alla Berlino psichedelica dei Tangerine Dream. Troi Griots – From Africa to the Eternity è il progetto interpretato dal maestro pugliese Roberto Ottaviano al sax soprano, con due grandi del jazz italiano, Zeno De Rossi alla batteria e Giovanni Maier al contrabbasso.

Il concerto successivo, Tangerine, una produzione originale tra sonorità psichedeliche anni Settanta e suoni digitali, ha ammaliato per oltre un’ora il pubblico in sala con Enzo Favata ai sassofoni, clarinetto basso ed electronics, Marcello Peghin alle chitarre, Salvatore Maiore al contrabbasso, Filippo Vignato al trombone ed electronics e Alessandro Cau alla batteria ed electronics.

Tutti i concerti del festival sono stati accompagnati dallo spettacolo visivo delle scenografie disegnate con strumenti digitali. La piazza si trasforma non solo in teatro per la musica, ma anche in uno spazio per i live visuals, quest’anno affidati a I’mLet di Massimo Dasara.

Durante tutto il festival sono state allestite diverse esposizioni : la mostra fotografica del Festival Musica sulle Bocche che racconta per immagini i sedici anni della manifestazione, con gli scatti di Ziga Koritnik, Giulio Capobianco, Gabriele Doppiu, Mary Addari, Luca D’Agostino. “Tutto è Suono” ovvero la materia di cui sono fatti i suoni: collezione di strumenti musicali di tutto il mondo, alla riscoperta dell’origine del suono e della musica e la Mostra d’arte “Domus de Janas” di Roberto Pibiri, presso la Mediateca Comunale.

Il liutaio di Tempio Danilo Asara ha esposto i suoi contrabbassi, che sono stati anche utilizzati durante i concerti dagli artisti internazionali.

Inoltre durante le giornate è stato presentato al pubblico anche Terra Libera – gioco da tavolo inventato da Giorgio Scanu, sulla storia della Sardegna.

Si ricorda infine che l’immagine originale che ha caratterizzato questa edizione è dell’artista Igor Tuveri, in arte Igort.

Lo staff del Festival era composto da giovani di Santa Teresa Gallura e di Alghero, tra i quali anche un gruppo di studenti del liceo scientifico di Alghero per un progetto di alternanza scuola-lavoro. Il festival è stato documentato dalle fotografie di Giulio Capobianco, le riprese di Gabriele Doppiu, le riprese e i videoclip di Cladinè Curreli. Per la grafica ha collaborato Sara Pilloni. Webmaster di musicasullebocche.it sono Cristian Trappolini e Cesare Manca. Per i servizi tecnici hanno collaborato Musicartservice e Geibiche Service. La comunicazione è stata curata da Isola dei Suoni.

L’organizzazione Jana Project ringrazia tutti coloro che hanno contribuito a confermare ancora una volta il festival Musica sulle Bocche tra le grandi manifestazioni culturali della Sardegna: Assessorati Regionali della Pubblica Istruzione e del Turismo; Comune di Santa Teresa Gallura; Fondazione di Sardegna; il main sponsor società Geasar, Aeroporto di Olbia Costa Smeralda; gli sponsor Hotel Majore, Hotel Marinaro, Hotel Sandalion, Hotel La Funtana, Hotel Moderno, Metà Hotel, B&B Occhj a mari, Agriturismo Saltara, Crocchias, le cantine Tenute Aini, Tenute Gregu e Depperu; ristoranti convenzionati Gallura Grill, Spabi, Time Out, Pizza Flash.

Un grazie di cuore a tutto il pubblico che ci ha seguito e ha gratificato con la sua presenza lo sforzo di tutta l’organizzazione per garantire il programma, nonostante le condizioni meteo sfavorevoli. Grazie per i commenti che arrivano sui social e che ci incoraggiano a proseguire con sempre maggiore determinazione per confermare Musica sulle Bocche tra le grandi manifestazioni di rilievo internazionale della Sardegna.

Musica sulle Bocche è un’industria culturale attiva tutto l’anno. Tra il 22-24 settembre sarà a Lubiana, città europea della cultura, per la conferenza annuale dell’Europe Jazz Network dedicata quest’anno ai temi della multiculturalità e della xenofobia e del ruolo degli operatori culturali in questa grande sfida del nostro tempo.

 

Qui di seguito una serie di fotografie di Giulio Capobianco.

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