Trinità d’Agultu e Vignola

Natura incontaminata, luoghi permeati di spiritualità, spiagge da sogno e antiche leggende

Trinità d’Agultu e Vignola si trovano in Gallura e formano un unico Comune di circa duemila abitanti. Insieme offrono tra costa ed entroterra una meta turistica davvero intrigante, con spiagge da sogno e piccole chiesette campestri per arricchire lo spirito e ricaricarsi di energie positive.

Trinità d’Agultu sorge a 350 metri d’altezza sul livello del mare e domina il litorale. In origine raccoglieva le famiglie degli agricoltori della zona sparsi nei loro stazzi sul territorio. Al centro spicca la settecentesca chiesa della santissima Trinità, che custodisce le statue delle sante Barbara e Orsola, provenienti dai ruderi di due chiesette medioevali.

Secondo un’antica leggenda alcuni banditi trafugarono da Bonifacio, in Corsica, una statua lignea dall’Ermitage de la Trinité, e la portarono in Sardegna alla ricerca di un luogo dove poter edificare una chiesa. Giunti ad Agultu, si fermarono per riposare. Quando però provarono a sollevare la statua per riprendere il loro viaggio, non ci riuscirono, si era fatta pesantissima. I tre uomini interpretano il prodigio come un segno: la Trinità aveva scelto il luogo in cui stabilirsi. Erano i primi anni del settecento, e proprio in quel punto fu edificata la chiesa che venne chiamata della Santissima Trinità e divenne il luogo di culto delle famiglie degli agricoltori della zona.

In campagna sono disseminati santuari solitari: Sant’Antonio, San Pietro martire, San Giovanni, San Giuseppe, e su una collina panoramica, San Michele arcangelo, che rappresentano un luogo ideale di preghiera per i credenti e di meditazione per chi non crede, ma percepisce la spiritualità da cui quelle piccole costruzioni sono avvolte. Nell’entroterra si trova la riserva floro-faunistica della foresta di Zincu Denti.

A sei chilometri da Trinità sorge Isola Rossa, borgo balneare, detto così dal colore dell’isolotto che le sta di fronte. Il suo moderno porticciolo è dominato da una torre spagnola di fine XVI secolo. Attorno alcune spettacolari calette: La Marinedda, una delle più belle spiagge del nord Sardegna. E poi la spiaggia Longa, Cala Rossa, Cala Canneddi e Li Feruli.

Quest’ultima spiaggia ospita l’Alburu di li Banderi, un maestoso e secolare ginepro. Si racconta che quando il Piroscafo Tripoli, nella rotta tra Golfo Aranci e Civitavecchia, durante la Prima guerra mondiale fu silurato e affondato, il 18 marzo 1918, circa trenta corpi delle 365 vittime furono portati sulla spiaggia dalla corrente. Una squadra di volontari del Mutuo Soccorso di Aggius si occupò di radunarli proprio in prossimità del ginepro, e coprirli pietosamente prima della sepoltura a Trinità d’Agultu. In onore delle vittime vennero deposte sotto l’albero bandiere e gagliardetti con le mani che si stringono e l’Alburu Ecchiu o Albero Vecchio, da allora venne chiamato Alburu di li Banderi o Albero delle Bandiere. Ogni anno si svolge una commemorazione all’ombra di questo ginepro considerato sacro, diventato simbolo della triste vicenda.

Vignola invece sorge sulla costa e comprende la frazione di Lu Colbu e il borgo marino di Costa Paradiso. Una delle spiagge più affascinanti è sicuramente Cala Serraina. Dune e distese di quarzo, la fitta macchia mediterranea, quasi una foresta, che diffonde gli inconfondibili profumi di Sardegna come l’elicriso e il mirto. E poi il tramonto, quando lo scenario cambia, si infiamma e le tonalità diventano quelle calde dell’arancione e del rosso.

Impossibile se ci si trova in zona non visitare Li Cossi, perla della Costa Paradiso, una cala riparata da rocce rosa e la sabbia dorata. L’acqua bassa in riva rende questo tratto di mare particolarmente adatto ai bambini. I fondali di questo mare pescoso, sono l’ideale per praticare snorkeling e immersioni, in molte delle spiagge lungo la costa è possibile anche noleggiare attrezzatura da spiaggia, canoe e pedalò. Incantevoli le calette di Porto Leccio e la romantica baia di Li Tinnari, a forma di doppio arco, composta di conchiglie sminuzzate, granelli di granito e ciottoli tondi.

Da visitare anche il piccolo santuario di Santa Maria di Vignola. La chiesa appare già in un documento risalente 1117, quando, il Giudice di Gallura Ittocorre de Gunale, dona all’arcidiocesi di Santa Maria di Pisa quattro chiese, fra le quali la Sancte Marie de Vignolas. Intorno al 1800, sembra che vi risiedessero dei monaci benedettini, a testimoniarlo anche il nome di uno specchio d’acqua a poca distanza: La Pischina di li Frati, dove pare ne fossero annegati alcuni.

Intorno a Vignola si estendono i vigneti che producono un ottimo vermentino, ideale per accompagnare ricette di pesce: zimino (zuppa di pesce), linguine ai ricci, pesce alla griglia. Dalla terra una pietanza speciale: la zuppa gallurese, piatto con pane, pecorino e brodo di pecora.

Non mancano nemmeno nel territorio di questo comune testimonianze di insediamenti umani in età nuragica. Il nuraghe Bastianazzu, conosciuto anche come Nuraghe Paduledda, si trova a metà strada tra il paese di Trinità d’Agultu e il borgo turistico dell’Isola Rossa. Sorge in prossimità del mare in cima ad una collina, e gode di un’ampia visuale panoramica, la quale fa presupporre una passata funzione di avvistamento anche se la forma grossolanamente ellittica farebbe pensare a qualcosa di più complesso rispetto ad una semplice postazione di vedetta. L’opera è costruita col tipico granito della zona, in massi appena sbozzati, disposti in una maniera irregolare e rinzeppati con pietre più piccole, in modo tale da assicurare un buon equilibrio statico.

Vi si accede tramite un’apertura trapezoidale che costituisce l’atrio di ingresso, il quale, sovrastato da un architrave e da una piccola finestrella di scarico, sfocia nel salone principale che a causa di un crollo, ha perduto la sua cupola a Tholos. Lateralmente inoltre, sono presenti delle cellette, delle quali però non si riesce a capire la loro struttura ed la loro ampiezza, in quanto ripieni di materiale di crollo.

Comune di Trinità d'Agultu e Vignola