Sennori

Meta irrinunciabile per gli appassionati di archeologia

È una posizione davvero felice quella di Sennori: tra colline e una valle, circondato da campagne fertilissime. Sorge su una collina di tufo calcareo a 270 metri sul livello del mare, proprio davanti al Golfo dell’Asinara regalando a chi lo visita un panorama da sogno.

Oliveti, vigne e frutteti fanno da cornice a un paese che ha fatto della produzione agricola e in particolare del vino, la propria attività principale, tanto da essere stato il primo Comune della Sardegna a far parte dell’Associazione nazionale città del vino dal 1987.

Non è un caso se i Romani decisero di fondare proprio in quel territorio un presidio. Infatti quella regione storica si chiama Romagna, da Romania cioè ‘le terre conquistate da Roma’. Sicuramente però il primo insediamento umano risale a un periodi decisamente anteriore all’epoca romana: sono presenti molte testimonianze archeologiche, nuragiche, alcune delle quali di grande pregio. In particolare si trovano importanti monumenti legati al culto dell’acqua e inevitabilmente ai cicli delle produzioni agricole. I siti di “Funtana de Su Anzu” e “Sutis Funtana di Sa Conza” (nei cui pressi è individuabile una domus de janas pluricellulare), “Badde Pattu” e la “Fontana Geridu”, testimoniano quanto sia stato forte il legame tra l’uomo e l’acqua a Sennori.

Sennori rappresenta una meta irrinunciabile per chi ama l’archeologia, il paese custodisce numerose domus de janas, molte delle quali si trovano nell’orto attiguo alla chiesa parrocchiale del Beneficio, nel centro del paese. In particolare una di esse rappresenta uno degli esempi di maggior pregio dell’Isola. Si tratta di una sepoltura pluricellulare, costituita cioè da più ambienti, del tipo cosiddetto “sassarese”. Ciò che la rende ancora più interessante è la ricca decorazione scolpita con motivi corniformi. Merita di essere visitato anche il complesso di Serra Crabiles che comprende numerose sepolture nelle quali sono stati rinvenuti resti umani e degli idoletti femminili.

Sono presenti anche numerosi nuraghi sia semplici, costituiti cioè da una sola torre, che complessi, con accanto i resti di alcuni villaggi. Il nuraghe Badde Puttu, per esempio è un nuraghe complesso attorno al quale si possono riconoscere i resti di capanne con tratti di cortina muraria. E le stesse capanne in alcune zone presentano una pianta circolare, in altre rettilinea.

La ricchezza archeologica di Sennori non finisce qui, perché anche la tomba di giganti di Oridda presenta caratteristiche che la rendono unica nel suo genere. Si tratta una tomba di tipo dolmenico e ortostatico. Il monumento è scavato nella roccia ed è interamente foderato in muratura, mentre la facciata presenta una stele quadrangolare. All’interno della tomba sono stati rinvenuti gli scheletri di 27 individui, di cui venti tra uomini e donne, sei bambini e un feto. La tomba viene inquadrata cronologicamente nel Bronzo medio sulla base del tipo di ceramiche trovate al suo interno.

E se visitate Sennori potete ammirare anche la chiesa parrocchiale seicentesca di San Basilio Magno. Il cui alto campanile (di epoca moderna) e visibile da quasi ogni angolo del paese. Da visitare anche le chiese di Santa Croce, con altare ligneo del 1700, del Rosario e la piccola chiesa settecentesca Santa Lucia.

Come in molti altri centri dell’Anglona, Sennori è famoso anche per la tradizione artigiana dell’arte dell’intreccio, con produzione di cestini da foglie di palma nana. E se passate da quelle parti non potete rinunciare ad ammirare gli abiti tradizionali. Sennori ne vanta ben quattro varianti femminili, tra i più preziosi in Sardegna. Anche l’abito maschile è molto ricco.

Comune di Sennori