Aglientu

Maestosi massi di granito rosa, verdi vallate, dune di soffice sabbia: uno spettacolo della natura

L’attuale centro urbano di Aglientu nacque nel 1776 per volere di Vittorio Amedeo III, che fece edificare in ”Allentu” la chiesa dedicata a San Francesco d’Assisi, tra il 1774 ed il 1776. L’anno successivo divenne parrocchia e si trasformò in un luogo d’incontro. Nacquero le “cucine”, costruzioni in cui, soprattutto la domenica, si svolgevano attività di carattere socio-economico e fieristico che affiancavano le cerimonie religiose. A metà dell’800 cominciarono a trasferirsi nella zona alcune famiglie facoltose, il centro così, anche se lentamente proseguì il suo sviluppo, fino a diventare ciò che è oggi: un centro ricco e vivace sia economicamente che politicamente. La chiesa è stata poi interamente ricostruita negli anni ’60.

La presenza dell’uomo nel territorio di Aglientu però ha origini antichissime, come testimoniano la scoperta di alcuni utensili litici, risalenti al neolitico antico e la presenza di numerosi nuraghi che si trovano nella fascia costiera che va da Portobello a Rena Majore. In particolare quelli di Finucchjaglia e Tuttusoni attraggono l’attenzione in quanto si tratta di nuraghi a ”tholos”, piuttosto rari in Gallura.

Durante l’Impero Romano, Vignola era una stazione di fermata e di cambio animali lungo la strada Porto Torres – Santa Teresa, mentre nel Medioevo (epoca giudicale), in questo territorio sorgevano due villaggi oramai scomparsi.

Particolarmente suggestiva, testimonianza della dominazione Aragonese e Spagnola (periodo 1421-1714) è la Torre di Vignola, costruita durante il regno di Filippo II, come protezione contro i Saraceni. La torre si staglia contro un incantevole panorama. Situata su un promontorio a circa 20 metri sul livello del mare, tra punta di li Francesi e la frazione di Vignola Aglientu, era in contatto visivo con la torre di Santa Reparata, oggi distrutta. Edificata utilizzando conci irregolari di granito di media pezzatura recuperati in loco, la torre di Vignola è di forma troncoconica, ha un diametro esterno alla base di 12 metri e altrettanti di altezza, e muri perimetrali dello spessore di circa 2 metri.

L’ingresso, posto a 5,35 metri di quota dal suolo, avveniva originariamente con l’ausilio di scale in corda o a pioli che in caso di pericolo potevano essere rimosse con facilità. Verso la metà del 1800 l’accesso al fortilizio venne reso più comodo con la costruzione di una scala esterna. La costruzione della torre, avvenuta nel 1605 a presidio della tonnara realizzata qualche anno prima, sostituì il sistema di avvistamento istituito nel 1572 e formato da postazioni mobili (atalayas) o punti di vedetta (guardie morte) i quali avevano presumibilmente anche il compito di creare un collegamento tra la torre dell’Isola Rossa e quella di Santa Reparata.

Appartenendo al genere delle gagliarde (de armas), cioè di difesa pesante, alla torre venne assegnata una importante guarnigione formata da un alcaide (il comandante), un artigliere e tre soldati. Essi avevano a disposizione un armamento composto da un cannone calibro 5, due spingarde e sei fucili. Il secolo successivo la guarnigione venne ridotta al solo alcaide accompagnato da due soldati.

Numerose le chiese campestri: la più antica è quella seicentesca dedicata a San Pancrazio, molto più recenti quelle dedicate a San Giovanni e San Silverio nella marina di Portobello (risalenti al decennio 1930-40).

Aglientu però è soprattutto natura. Un litorale di circa 22 chilometri lungo il quale le alture granitiche di Monte Russu, proteso verso il Golfo dell’Asinara, si alternano alle spiagge che fanno da cornice ad un mare di rara bellezza. Lu Litarroni, Vignola, Rena Majore, Rena di Matteu, Cala Pischina, costituiscono uno dei poli di maggiore attrazione per i turisti amanti della natura incontaminata di questo splendido litorale.
La spiaggia di Rena Majore si estende per circa un chilometro nei pressi della foce del Rio Cantaru. Lo scenario che si apre dinanzi agli occhi del visitatore è assolutamente imperdibile: una distesa di sabbia bianchissima e finissima che il vento e il mare continuano incessantemente a modellare.
Nel territorio di Aglientu si possono compiere numerose ed interessanti escursioni: gli amanti dell’arrampicata sportiva potranno trovare un’area molto attrezzata presso il massiccio granitico di Monti di Tuvu, poco distante dal centro urbano.

Il S.I.C. ‘Monti Russu’ che comprende quasi integralmente la porzione di fascia costiera che ricade all’interno del territorio del Comune di Aglientu per la grande varietà di ambienti, di elevato pregio naturalistico, rappresenta un modello di salvaguardia, riconosciuto a livello Europeo. Gli aspetti più suggestivi del paesaggio sono quelli geomorfologici: vaste falcate sabbiose, testimonianti la presenza di estesi corpi dunari di origine quaternaria, si alternano ad una costa rocciosa bassa e frastagliata che in alcuni tratti si eleva bruscamente sulla superficie del mare (Promontorio di Monti Russu). Dalle verdi e profumate pinete (Pinus pinea e Pinus pinaster) che bordano la provinciale Castelsardo – Santa Teresa si articolano una serie di sentieri naturali collegati a una vecchia carrareccia che costeggia il mare e consentono di visitare l’intero margine costiero.

Alcune aree del sito (aree umide e falesie rocciose) costituiscono inoltre un osservatorio naturale per il birdwatching: sono presenti alcuni uccelli marini come il marangone dal ciuffo (Phalacrocorax aristotelis) ed il gabbiano corso (Larus audouinii) i principali corsi d’acqua ospitano comunità ornitiche, caratteristiche delle zone umide; oltre a rappresentare siti di svernamento di laridi e ardeidi, questi ambienti vengono scelti come sito di nidificazione da numerose specie, alcune delle quali di interesse Comunitario.

Comune di Aglientu